Gianni Schuft era un antiquario padovano, invidiato dai concittadini, cullato da una morbida routine. Doveva solo lasciare le cose come stavano, far scorrere i giorni, i mesi, gli anni. Bastava quello. Allora come mai ci parla da un carcere? Che cosa l’ha strappato al suo mondo? La vita, con i suoi intrecci imprevedibili: convinto dai collaboratori a espandere l’attività oltre il confine, Gianni si trova a fare i conti con un giro di insospettabili mafiosi e con una giovane, elusiva violoncellista dal nome che è musica: Ilirjana. È il richiamo di tutti gli est possibili, la voce implacabile delle occasioni inaspettate, quelle che ti inducono a rischiare tutto, perfino te stesso. Un romanzo di toccante umanità, animato da personaggi che pur inciampando cercano sempre di rialzarsi e si misurano con un passato che – come un amato peso – non si riesce mai a lasciare indietro. Anche se infine «della vita resta solo la solitudine, solo quella, mentre il resto è tutto provvisorio».

 

 

Guido Barbujani è un genetista e scrittore italiano. Ha lavorato nelle Università di Padova, Bologna, State of New York e attualmente è professore di genetica presso l’Università di Ferrara.