“Non si riuscirà mai a far capire a un ragazzo che la sera, nel bel mezzo di una storia avvincente, non si riuscirà mai a fargli capire, con una dimostrazione limitata a lui stesso, che deve interrompere la lettura e andare a letto”. così scrive Franz Kafka nel suo diario, sancendo che il tempo della lettura è intimo, doveroso e necessario, non potendo essere facilmente contratto con sconsiderata leggerezza.

Ecco, leggere costituisce il verbo che regola il carattere, il senso e le finalità di “un castello di libri”, la manifestazione incentrata su novità editoriali e sull’incontro con i loro autori. e anche quest’anno si narrano storie. S’incontrano i racconti di invenzione, quelli di vita e quelli di favola; e poi anche i racconti di esistenze vere, come quella di Maria Callas, l’indiscussa regina della lirica. E infine le storie di viaggi, di quelli che con forza segnano una svolta, e di quelli che portano lontanissimi, alla periferia dell’universo per provare a immaginare le origini del tutto.