La parabola spettacolare di un’artista che conobbe un’ascesa scabrosa benché non avara di riconoscimenti, fino a una prolungata e malinconica discesa verso una brusca morte misteriosa. A quarant’anni dalla morte un dialogo fra due critici musicali, Luca Aversano (curatore di “Mille e una Callas” , Quodlibet Editore) e Sandro Cappelletto, per ricordare il soprano assoluto ovvero la divina ovvero il mito senza tempo della Callas.

Luca Aversano è professore all’Università Roma Tre (Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo). È vincitore del premio “Ladislao Mittner” per la Musicologia nel 2012. Dal 2011 è membro del consiglio direttivo dell’ADUIM (Associazione fra Docenti Universitari Italiani di Musica). Membro del comitato direttivo di diverse riviste scientifiche, dal 2016 dirige la collana “Musica e Spettacolo” edita da Quodlibet. Si è occupato di editoria della musica in Italia e in Europa tra Sette e Ottocento, in particolare per quanto concerne i rapporti tra Italia e area austro-tedesca, di lessicografia e lessicologia musicali e di musica strumentale italiana.

Sandro Cappelletto è critico musicale, dopo gli studi al Conservatorio e la laurea in Lettere e filosofia, ha collaborato con diversi quotidiani e nel biennio 1999-2000 ha diretto il settore drammaturgia e didattica del Teatro dell’Opera di Roma. Ha inoltre collaborato con la Rai nella cura di programmi radiofonici ad argomento musicale e ha realizzato il film per la TV Maurizio Pollini, la mia musica (2001). Nel 2005 ha curato la sceneggiatura del balletto We like Mozart. Il suo ultimo libro è I quartetti per archi di Mozart (Il Saggiatore, 2016).